Una vita spezzata a soli diciotto anni. Kevin Di Paola, ragazzo di Borgetto, non ha fatto in tempo a vedere il suo ventesimo compleanno. È morto sul colpo, poco dopo le 21:30 del 24 novembre 2023, quando la sua Fiat Grande Punto ha invaso la corsia opposta sulla strada statale 624 Palermo-Sciacca, all’altezza del chilometro 45, nel territorio di Camporeale. Lo scontro frontale ha coinvolto una Fiat 500 e una Peugeot, trasformando un viaggio di ritorno da scuola in un incubo. Cinque persone sono rimaste ferite. Una di loro, una ventenne di Palermo identificata dalle iniziali D.M.L., è in condizioni gravissime: intubata sul posto, trasportata in elisoccorso all’Ospedale Villa Sofia, è ora nel reparto Trauma Center, tra la vita e la morte.
La notte della strada della morte
Quella del 24 novembre non è stata una notte qualsiasi. È stata l’ennesima tragedia su una strada che da anni la gente del posto chiama semplicemente "la strada della morte". Il tratto tra Palermo e Sciacca è un serpentone di curve, senza guardrail sufficienti, con segnaletica sbiadita e spesso oscurata da nebbia o pioggia. La sera precedente, secondo testimonianze raccolte da Diretta Sicilia, la nebbia era così fitta da rendere quasi impercorribile il percorso. Un camion aveva invaso la corsia opposta: un automobilista, per fortuna, aveva reagito in tempo. Ma la notte successiva, nessuno ha avuto la stessa fortuna.Chi è stato coinvolto
Kevin, studente di liceo, tornava a casa dopo un pomeriggio di studio. La sua auto, una Fiat Grande Punto blu, ha perso il controllo in una curva a gomito, forse per velocità eccessiva, forse per distrazione, forse perché la strada — come denunciano da anni associazioni locali — non è sicura. La sua vettura ha invaso la corsia opposta, sbattendo di petto contro le altre due auto. La Fiat 500, guidata da un uomo di 42 anni, ha riportato danni ingenti ma il conducente ha avuto solo contusioni. La Peugeot, con a bordo una famiglia di tre persone, ha subito un impatto laterale: due occupanti sono stati trasportati all’Ospedale Policlinico, gli altri due all’Ospedale Civico. Tutti fuori pericolo.Ma D.M.L., la ventenne, è rimasta intrappolata nel suo veicolo. I soccorritori del 118 hanno impiegato oltre 40 minuti per estrarla. L’hanno intubata sul posto, le hanno somministrato ossigeno, l’hanno immobilizzata con un collare cervicale. L’elisoccorso è decollato alle 22:17. Non ha mai aperto gli occhi.
Il secondo incidente, poche ore dopo
Mentre i soccorritori ancora lavoravano sul luogo del primo sinistro, a 35 chilometri di distanza, nel territorio di Agrigento, al chilometro 80, una Toyota Yaris ha perso il controllo, finendo contro il guardrail. Due persone a bordo: un uomo di 35 anni, trasportato in ambulanza con fratture multiple ma non in pericolo di vita, e una donna di 29, con contusioni. Nessun decesso. Ma il segnale era chiaro: quella strada, quella notte, era un trappola.
La risposta delle istituzioni
I Carabinieri delle stazioni di Corleone, Campofiorito e Giuliana, coordinati dal Comando di Corleone, hanno isolato la zona. Hanno prelevato i dati dai black box delle auto, raccolto testimonianze, analizzato le tracce di frenata. L’ANAS ha chiuso la strada in entrambe le direzioni. Deviazioni obbligatorie attraverso la provinciale 69 bis e gli svincoli di Giacalone e Altofonte. I Vigili del Fuoco hanno smontato le lamiere, i tecnici hanno fotografato ogni centimetro della carreggiata.Ma la domanda che tutti si fanno è: perché? Perché dopo anni di denunce, di manifestazioni, di petizioni, niente è cambiato? Nel 2021, un altro scontro frontale su quel tratto aveva ucciso una madre e sua figlia, entrambe di Monreale. Nel 2022, un’altra vittima, un motociclista di Sciacca. E ora Kevin. La Regione Siciliana, guidata dal presidente Renato Schifani, ha promesso un "piano straordinario". Ma i soldi? Dove sono?
La comunità in lutto
A Borgetto, il silenzio è pesante. La scuola ha sospeso le lezioni. I compagni di Kevin hanno lasciato fiori sulla sua bicicletta, parcheggiata davanti a casa. La sua famiglia, in lacrime, ha chiesto rispetto. "Non vogliamo polemiche. Vogliamo giustizia", ha detto uno zio, parlando a nome di tutti. Intanto, all’Ospedale Villa Sofia, la ventenne D.M.L. continua a lottare. I medici non danno prognosi. Solo un sussurro: "È troppo presto".
Cosa cambierà adesso?
L’ANAS ha annunciato che farà un sopralluogo tecnico entro 72 ore. Ma i tecnici lo sanno: non basta riparare il guardrail. Serve una rivoluzione. Curve più larghe. Barriere anti-invasione. Illuminazione a led. Senso unico alternato in alcuni tratti. E soprattutto: controlli più frequenti, multe più alte, e un sistema di rilevamento automatico della velocità. Perché finché questa strada resterà una corsa al limite, altre vite saranno in pericolo.Frequently Asked Questions
Perché la strada statale 624 è considerata pericolosa?
La SS624 attraversa zone montuose con curve strette, poca segnaletica, guardrail assenti o obsoleti e una manutenzione irregolare. Dal 2019, sono stati registrati almeno 17 incidenti gravi, con 12 vittime. Associazioni come "Strade Sicure Sicilia" hanno denunciato per anni l’assenza di interventi strutturali nonostante i fondi regionali stanziati.
Chi è responsabile della manutenzione della strada?
L’ANAS è l’ente nazionale incaricato, ma la gestione operativa è affidata a società private sotto contratto. Nel 2022, la Corte dei Conti ha sanzionato l’azienda per ritardi e spese non giustificate. I controlli sono rari, e i lavori spesso si fermano per mancanza di fondi o burocrazia.
Perché non è stata installata la videosorveglianza?
Nonostante le richieste dei sindaci e delle associazioni, la Regione ha sempre rifiutato di installare telecamere di controllo velocità su questo tratto, citando "costi elevati". Solo nel 2023, un progetto pilota è stato avviato su altri due tratti della Sicilia, ma non sulla SS624. I dati di velocità sono cruciali per capire se l’incidente di Camporeale fosse causato da eccesso di velocità.
Quali sono le condizioni attuali della ventenne ricoverata?
La giovane, D.M.L., è in coma farmacologico nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale Villa Sofia. Ha subito traumi multipli: fratture multiple, emorragia interna e danno cerebrale. I medici parlano di una "situazione critica ma stabile". Le prossime 48 ore saranno decisive. I familiari hanno chiesto privacy e non hanno rilasciato dichiarazioni.
C’è stata una precedente tragedia simile su questa strada?
Sì. Nel giugno 2021, un’auto ha invaso la corsia opposta vicino allo svincolo di Altofonte, uccidendo due donne, madre e figlia, di Monreale. Fu un caso mediatico. La Regione promise interventi entro 18 mesi. Nessun lavoro fu fatto. Il guardrail che avrebbe potuto salvare quelle vite è ancora lì, rotto e non sostituito.
Cosa possono fare i cittadini per cambiare la situazione?
Le associazioni locali stanno raccogliendo firme per un’interrogazione parlamentare regionale. I cittadini possono denunciare le condizioni pericolose attraverso l’app "Strade Sicure Sicilia", disponibile su Android e iOS. Ogni segnalazione viene archiviata e usata per richiedere fondi europei. La pressione pubblica è l’unica leva che ha mai funzionato finora.